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(2014-2016)



(ENG)
The research arises from the observation of New York subway passengers.
    The element bringing them together is the symbiotic relationship with their phone: a medium that magnetically attracts the attention of its users, removing them from their surrounding environment. It is from these private chats, that the stories behind the users’ screens are born.
    Starting from the passengers’ physiognomy, which had been stealthily photographed, a new conversation between the subject in question and an unknown interlocutor is portrayed. The silent dialogue overlaps with the work through an interactive video projection.



(ITA)
La ricerca parte dall’osservazione dei viaggiatori nella metropolitana di New York.
    L’elemento costante tra di loro è il rapporto simbiotico con il proprio cellulare, mezzo che attrae magneticamente l’attenzione di chi lo sta utilizzando, astraendolo dal contesto esterno. Ed è da questo scambio di battute, all’interno di chat private, che trova approfondimento l’indagine nei confronti delle storie che si celano dietro lo schermo dei viaggiatori. 
    Partendo dalla fisionomica dei passeggeri fotografati furtivamente, viene riscritta una conversazione che ipotizza la storia tra il soggetto figurato e uno sconosciuto interlocutore. Il dialogo silenzioso si sovrappone al dipinto attraverso una videoproiezione interattiva.